La Tuscia è una terra che sorprende anche quando si parla di dolci. Tra laghi vulcanici, borghi medievali e città d’arte, negli ultimi anni è cresciuta una nuova generazione di artigiani del gusto che affianca alle ricette della tradizione una visione contemporanea della pasticceria. Da Bolsena a Viterbo, passando per Corchiano, Tarquinia e sconfinando nella vicina Orvieto, ecco 5 insegne che meritano una sosta per una colazione, una merenda o semplicemente per scoprire il lato più dolce del territorio. Partiamo!
Marité, Bolsena

In una delle vie più “passeggiate” di Bolsena, a meno di 10 min a piedi dal lungolago, Marité rappresenta una delle realtà più interessanti emerse negli ultimi anni nel panorama dolciario laziale. Nata dal progetto di Maria Brachini ed Emanuele Terranova, coppia nella vita oltre che nel lavoro, la pasticceria punta su una produzione artigianale curata nei dettagli, dai lievitati ai mignon, fino alle torte personalizzate. Il nome stesso è formato dakl’unione dei due fondatori e una filosofia basata su passione, ricerca e accoglienza. Non a caso, la giovane insegna ha recentemente ottenuto il riconoscimento di “Pasticceria rivelazione del Lazio”, confermandosi come una delle novità più interessanti della Regione.
I Santi, Corchiano

Per gli appassionati di cioccolato (ma non solamente), una tappa imprescindibile è Corchiano. Qui Monia Achille guida da anni la pasticceria e cioccolateria Isanti, realtà pluripremiata che ha contribuito a elevare il nome della Tuscia nel panorama nazionale. La sua attenzione alla materia prima e alla lavorazione artigianale del cacao le ha valso importanti riconoscimenti agli International Chocolate Awards, dove ha recentemente conquistato due ori e un argento nella stessa edizione. Oltre alla proposta dolce, il locale si distingue per una selezione di tè provenienti dal mondo che accompagna l’esperienza di degustazione.
Pavì pasticcerì, Viterbo

A Viterbo, fuori dalle vie più trafficate della Città dei Papi, la storia di Paola Bonavia è quella di un ritorno alle origini dopo anni trascorsi a perfezionarsi tra scuole e laboratori francesi. Il risultato è Pavì, un nome che fonde idealmente Parigi e Viterbo e che racconta un progetto in cui l’eleganza della pâtisserie francese incontra i sapori della Tuscia. Croissant, pain au chocolat, tartellette, choux e monoporzioni convivono con ingredienti e suggestioni del territorio, in un laboratorio a vista che permette di osservare da vicino il lavoro quotidiano della pasticcera. Un piccolo angolo di Francia che incontra la Tuscia nel cuore dell’Alto Lazio.
Belle Hélène, Tarquinia

Nel centro storico di Tarquinia, Belle Hélène è uno degli indirizzi più prestigiosi dell’intero Lazio. Aperta nel 2010 da Francesca Castignani ed Enrico Rosati, la pasticceria nasce dall’incontro tra la tradizione del territorio e la grande scuola francese, assimilata da Castignani durante gli anni trascorsi a Parigi nel laboratorio di Pierre Hermé. Il risultato è una proposta elegante e rigorosa, fatta di lievitati, monoporzioni, macarons e dolci che reinterpretano i sapori della Tuscia con tecnica contemporanea.
Bar – Pasticceria Nando, Orvieto

Usciamo seppur di pochi km dai confini viterbesi e spostiamoci nella vicina Orvieto. A pochi passi dalla stazione ferroviaria questa insegna storica rappresenta da decenni un punto di riferimento per residenti e viaggiatori. Nata negli anni ottanta e oggi guidata dalla seconda generazione della famiglia, la pasticceria offre una proposta ampia che spazia dalla colazione ai dolci della tradizione, passando per pasticceria fresca, gelateria e prodotti da ricorrenza. L’ambiente, ampio e accogliente, invita a concedersi una pausa prima di salire verso il celebre centro storico della città o dopo una visita al Duomo e ai tesori di Orvieto.