L’olio evo monovarietale Maurino dell’azienda I&P di Canino ottiene uno dei massimi riconoscimenti del settore. Nel panorama dell’olio extravergine italiano, uno dei riconoscimenti più autorevoli è senza dubbio quello assegnato da Slow Food nella sua guida annuale. Non si tratta di una semplice classifica né di un punteggio numerico: il titolo di “Grande Olio Slow” rappresenta una vera e propria dichiarazione di valore, un giudizio che va oltre la qualità sensoriale per abbracciare identità, sostenibilità e coerenza produttiva.

Dalla Tuscia un esempio di eccellenza
Il “Grande Olio Slow” non è un’etichetta che si ottiene facilmente. Su 1.211 oli selezionati in tutta Italia, provenienti da 766 aziende, solo una ristretta élite riesce a ottenere questo riconoscimento. Il criterio non si limita all’eccellenza organolettica: vengono premiati quegli extravergini capaci di raccontare il territorio, valorizzare cultivar autoctone e dimostrare continuità e rigore nelle pratiche agronomiche. Un olio extravergine buono, pulito e giusto, per dirla usando i valori che guidano la visione di Slow Food.
In questo contesto si inserisce il risultato ottenuto da un olio della Tuscia, territorio storicamente vocato all’olivicoltura. Il N°2 — Grand Cru 40 Rubbie — Monovarietale Maurino di I&P ha conquistato il riconoscimento nella Guida agli Extravergini 2026 di Slow Food Italia.
Si tratta di un extravergine che nasce da una precisa scelta produttiva: valorizzare una cultivar autoctona, la Maurino, coltivata in oliveti selezionati e gestita senza compromessi. Una filosofia che punta sulla coerenza nel tempo e sulla capacità di esprimere pienamente il carattere del territorio. “Slow Food è la quintessenza di ciò che dovrebbe essere il cibo italiano ed è tuttora un simbolo incorrotto di essenzialità, verità e profondità – dichiara Paolo Borzatta, fondatore e titolare di I&P – Essere considerato un Grande Olio Slow per noi è un onore, ma anche la certificazione che siamo sulla strada giusta!”