Lunedì 13 aprile i riflettori di Vinitaly 2026 si accendono su un momento particolarmente significativo per il Lazio del vino: la presentazione delle guide La Tuscia del Vino e I Luoghi del Cesanese, in programma alle ore 11 all’interno del padiglione regionale.
In una delle fiere più attese del mondo vino italiano, da sempre punto di riferimento per il settore enologico italiano e internazionale, la Regione si ritaglia così uno spazio identitario forte, portando in scena territori, vitigni e visioni produttive che negli ultimi anni stanno vivendo una fase di grande crescita. Un segnale chiaro: il racconto del vino laziale non è più marginale, ma centrale, e passa anche attraverso strumenti come queste guide, capaci di trasformare territori e bottiglie in storie da leggere, degustare e ricordare.

Due guide, un racconto contemporaneo del Lazio del vino
La Tuscia del Vino 2026 fotografa un territorio sempre più dinamico: oltre 100 produttori e 214 cantine censite raccontano una realtà in evoluzione, dove accanto alle aziende storiche emergono nuove energie e piccoli progetti di qualità. La Tuscia si conferma così un mosaico ricco di interpretazioni, tra vitigni autoctoni e sperimentazioni contemporanee dei produttori protagonisti di questo settore.
Parallelamente, I Luoghi del Cesanese 2026 rappresenta un vero e proprio viaggio dentro uno dei vitigni simbolo del Lazio. La guida, giunta alla sesta edizione, segue l’evoluzione di un territorio che oggi mostra fermento, consapevolezza e una reputazione in costante crescita, grazie anche al contributo di giovani vignaioli e nuove visioni produttive. Il Cesanese, nelle sue declinazioni tra Piglio, Olevano Romano e Affile, si afferma sempre più come rosso identitario della regione, capace di coniugare storia e contemporaneità.