Borgo Petroro, soggiornare nella storia sulle colline umbre

Ci sono luoghi in cui il soggiorno non è soltanto una parentesi di relax, ma un modo per entrare in contatto con la storia. Borgo Petroro, situato sulle colline a pochi chilometri da Todi, è uno di questi. Il resort nasce infatti all’interno dell’antico Castello di Petroro, un insediamento fortificato che domina le colline umbre e che, dopo secoli di abbandono, è tornato a vivere grazie a un importante intervento di recupero e valorizzazione.

La storia del sito affonda le radici ancora più indietro rispetto alla costruzione medievale. I primi insediamenti nella zona risalirebbero infatti all’epoca romana, quando il luogo aveva la funzione di castrum del municipio di Tuder ed era legato alla presenza della gens Petreja. È però tra la fine del XIII secolo e l’inizio del XIV che Petroro assume la fisionomia di un vero borgo fortificato, destinato al controllo e alla difesa del territorio.

Borgo Petroro: relax in un vecchio abitato medievale

Un ruolo strategico, certo, ma anche una vita quotidiana tutt’altro che marginale. Un censimento del 1290 racconta di circa 300 abitanti, distribuiti in 60 famiglie. All’interno del castello esistevano oltre alle case, un forno pubblico, un molino da olio, una piccola chiesa dedicata a San Martino. Il borgo era dunque una comunità sostanzialmente autosufficiente, oltre che un punto di passaggio e di rifugio per i pellegrini diretti verso Foligno. Un paese vero e proprio, con una precisa funzione di difesa ma dalla vita che scorreva così come in tanti altri centri abitati.

La spa di Borgo Petroro

È su questo patrimonio, capace di attraversare i secoli e testimoniare parte della storia umbra, che si innesta oggi Borgo Petroro. Il recupero, iniziato diversi decenni fa, ha scelto di non cancellare i segni del tempo, ma di conservarli e, laddove possibile, valorizzarli. La pietra, le torri, gli ambienti della struttura fortificata e la conformazione della corte sono rimasti parte integrante dell’esperienza. Il risultato è un luogo nel quale la dimensione contemporanea convive con quella storica senza che l’una finisca per soffocare l’altra. Vivere il presente, immersi in un contesto estetico medievale.

Si dorme dunque dentro un castello, ma con tutti i comfort dell’ospitalità di oggi. Le camere e gli alloggi, distribuiti all’interno del borgo, guardano verso la campagna umbra o sulla corte interna e sono caratterizzati da arredi e pezzi antichi che dialogano con gli spazi originali. Alcune camere dispongono di una propria area spa, mentre per gli ospiti è disponibile anche un’area wellness comune disposta su due piani con sauna, bagno turco e vasca idromassaggio.

Borgo Petroro e la cucina di Federico Montecchiani

Contemporaneità e tradizione si rispecchiano anche nella cucina. L’identità umbra torna nella proposta gastronomica pensata dallo chef (tuderte di origine) Federico Montecchiani, a capo del ristorante interno Locanda Petreja. L’obiettivo è quello di mantenere saldo il legame con la terra, utilizzando prodotti e ingredienti del territorio e interpretandoli con un linguaggio contemporaneo, capace anche di essere internazionale.

Il ristorante Locanda Petreja

Una cucina che parte sì dall’Umbria, ma non vuole rimanere chiusa dentro i confini regionali. Montecchiani la descrive come un «melting pot di ricordi, sensazioni, emozioni ed esperienze». Una definizione che trova riscontro nei piatti, dove ingredienti e preparazioni della tradizione umbra dialogano con tecniche, prodotti e suggestioni incontrati nel mondo. L’agnello, per esempio, può diventare il punto di partenza per un piatto che mette insieme memoria umbra e influenze marocchine, come la pastilla che viene reinterpretata con agnello, zafferano, frutta secca e spezie. Sono contaminazioni che non cercano l’effetto esotico fine a se stesso: l’obiettivo è mantenere riconoscibile l’ingrediente, cambiandone il linguaggio.

Una cucina che non cerca dunque di trasformare Petroro in qualcosa di diverso, ma di portare a tavola l’Umbria attraverso una sensibilità attuale, coerentemente con le tante esperienze estere dello chef. Tradizione e contemporaneità, concetti pilastri di Borgo Petroro come struttura ricettiva che valgono anche qui in cucina. Rimane qualcosa da tarare meglio, sia per quanto riguarda l’ospitalità sia per quanto riguarda la parte food, ma il potenziale da poter esprimere qui è tanto. Con i dovuti accorgimenti il posto si presta per diventare nel suo campo una delle eccellenze umbre.

Borgo Petroro, una fuga fuori dal tempo

È questa, in fondo, la cifra di Borgo Petroro: il contrasto, ben calibrato, tra la solidità del passato e il comfort del presente. Si arriva attraverso le colline, si oltrepassa la grande porta sormontata dall’aquila in pietra, stemma di Todi, e ci si ritrova dentro un antico insediamento fortificato. Poi si entra in camera, si accede alla spa, ci si siede a tavola o nella corte per un aperitivo (al momento la drink list del bar prevede una carta dei grandi classici). E la sensazione rimane quella di abitare, per qualche giorno, un pezzo di storia.

Il tutto fuori dal trambusto e dai ritmi forsennati della vita contemporanea. Per rilassarsi, godersi il tempo che passa, in un contesto d’altri tempi e allo stesso momento fuori dal tempo. Dentro un pezzo di storia e, come canterebbe Vasco, “…tutto il mondo fuori“.

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