Nuovo Presidio Slow Food in Tuscia: è l’Aglio Rosso di Proceno

L’Aglio Rosso di Proceno è già riconosciuto tra i Prodotti Agroalimentari Tradizionali (PAT) del Ministero dell’agricoltura, della sovranità alimentare e delle foreste, è iscritto nel Registro Volontario Regionale delle risorse genetiche autoctone a rischio di erosione di Arsial-Regione Lazio, fa parte dell’Arca del Gusto di Slow Food e del progetto Natura in Campo delle Aree Naturali protette del Lazio ed è inserito nel disciplinare dei prodotti dell’Alta Tuscia del marchio collettivo Tuscia Viterbese della Camera di Commercio Rieti Viterbo. Il riconoscimento che sarà ufficializzato durante Terra Madre – Salone del Gusto, in programma a Torino dal 24 al 27 settembre.

L’Aglio Rosso di Proceno sarà un nuovo Presidio Slow Food

“L’iniziativa – ha dichiarato Luigi Pagliaro, presidente di Slow Food Viterbo e Tuscia – si inserisce in un più ampio progetto di ricerca e formazione dell’Università di Scienze Gastronomiche di Pollenzo, che coinvolge produttori, attività commerciali, operatori turistici e l’intera realtà di Proceno. L’obiettivo è tutelare la biodiversità del territorio e valorizzare l’Aglio Rosso non solo come prodotto agricolo d’eccellenza, ma come motore di sviluppo del territorio, favorendo la continuità della coltivazione, la trasformazione e nuove opportunità economiche e culturali”.

Marcella Santoni, in rappresentanza della rete dei produttori dell’Aglio rosso di Proceno “Tradizione e appartenenza” ha espresso la sua “sodisfazione per il riconoscimento del Presidio e auspicato che si estenda la produzione stimolando interesse nei giovani e nuovi produttori. Nel frattempo prepariamo la nostra delegazione per portare per la prima volta il prodotto a Torino, corredato dalla sua etichetta narrante, in questa kermesse di Slow Food che attira decine di migliaia di persone”.

Che cos’è l’Aglio Rosso di Proceno

Le origini sono antichissime: già gli Etruschi lo coltivavano e lo preferivano alle cipolle per le virtù curative e afrodisiache. Nel Medioevo era tra gli ortaggi più diffusi della zona, apprezzato non solo in cucina ma anche nella medicina popolare. Documenti del XV e XVI secolo ne attestano la diffusione nella Val di Lago e a Bolsena. La sua forza deriva dal legame con l’ambiente collinare, a 400–500 metri di altitudine, su terreni argillosi e in un clima mite che favorisce qualità e lunga conservazione. Proprio la capacità di mantenersi a lungo ha reso l’aglio rosso di Proceno prezioso per i mercati di un tempo, quando la conservabilità era un requisito fondamentale. Ancora oggi viene intrecciato a mano in caratteristiche “reste”, lunghe trecce da 5 a 30 teste.

La coltivazione segue metodi tradizionali: aratura in autunno, semina tra novembre e febbraio, starlatura a maggio (la rimozione del “tallo”, lo scapo fiorale), raccolta tra giugno e luglio ed essiccamento naturale.

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