Pasticceria Nando, a Orvieto un locale storico che parla di famiglia e qualità

A due passi dalla stazione di Orvieto, distante dall’immaginario patinato delle insegne del centro storico cittadino, c’è una pasticceria che da oltre quarant’anni custodisce un’idea semplice ma non per questo facile: fare le cose bene, senza compromessi, “accogliendo” i turisti che arrivano nel borgo umbro con creazioni di pasticceria di qualità. Siamo alla Pasticceria Nando, insegna orvietana ormai storica, attiva dal 1980 grazie allo stesso Nando che dà il nome al locale, e che ancora oggi (assieme al figlio Leonardo, tornato “a casa” dopo varie esperienze fuori) da dietro il bancone serve i clienti che, magari prima di salire in centro, vogliono concedersi una dolce pausa di qualità.

Pasticceria Nando, a Orvieto dal 1980

La pasticceria nasce il 2 luglio 1980 per volontà di Nando che iniziò l’attività insieme ai fratelli prima di prenderne completamente le redini. Oggi il testimone è passato alla nuova generazione: dal primo novembre 2025 è proprio Leonardo a guidare il laboratorio di famiglia, portando in questa insegna storica un bagaglio di esperienze apprese nel corso delle sue esperienze lavorative precedenti in altre parti d’Italia a grande affluenza turistica.

L’identità del locale affonda le radici nella tradizione, ma negli ultimi anni ha trovato una nuova direzione. Con Leonardo poi nello specifico si è cominciato a introdurre un linguaggio più contemporaneo, soprattutto nel mondo della viennoiserie e delle mousse. La filosofia, però, non è mai cambiata: qualità assoluta delle materie prime e rispetto del prodotto. “Babbo è sempre stato fissato con la qualità”, racconta Leonardo. “Noi abbiamo cercato di confermarla e alzare ancora di più l’asticella”.

Dalla Sardegna a Orvieto

Dietro questa evoluzione c’è anche il percorso professionale di Leonardo. Prima di tornare a Orvieto ci sono state esperienze importanti e formative: da Porto Cervo al Passo del Tonale, passando per realtà di grande intensità organizzativa. In Sardegna era responsabile della pasticceria e seguiva cinque ristoranti coordinando un team di sette persone: un banco di prova che gli ha lasciato metodo, gestione e visione. “Lì ho imparato l’organizzazione e il gusto del lavoro ad alti livelli”, spiega. Un’esperienza che oggi si riflette nel laboratorio di famiglia, dove il clima è meno teso rispetto all’alta ospitalità, ma il ritmo resta serrato.

L’offerta della Pasticceria Nando a Orvieto

La posizione della pasticceria è insieme limite e opportunità. Essere accanto alla stazione ferroviaria significa sicuramente buon flusso di persone, ma allo stesso tempo vuol dire dover combattere contro il pregiudizio del “bar di passaggio”, quello che si associa automaticamente a un’offerta veloce e poco curata. Eppure proprio quel punto strategico intercetta viaggiatori e turisti curiosi, che spesso si fermano quasi per caso e finiscono per tornare. “La posizione incide sia positivamente che negativamente”, dice Leonardo. “Chi arriva pensa di trovare un posto qualsiasi, poi assaggia e capisce”. Ma già al primo passo oltre la soglia dell’entrata, con un rapido sguardo al bancone dei dolci, la prima sensazione è quella di trovarsi in una pasticceria curata e di livello.

La parola che Leonardo usa più spesso parlando della sua pasticceria è “famiglia”. Non soltanto per il legame di sangue che attraversa il locale, ma per il rapporto di fiducia creato negli anni con la clientela. “Chi ci sceglie lo fa perché sa che non abbiamo mai tradito quella fiducia”. È una relazione costruita giorno dopo giorno, attraverso una qualità percepita come costante e sincera. L’apprezzamento degli orvietani in primis è forse il primo riconoscimento del lavoro qui effettuato. Essere profeti in patria, si sa, non è scontato.

Oggi l’offerta è ampia e copre l’intera giornata. Si parte dalla colazione con oltre trenta referenze tra cornetti, brioche e grandi lievitati. Accanto al classico cornetto italiano convivono proposte più francesi, con sfogliature ricche di burro e lavorazioni contemporanee, senza dimenticare i prodotti più tradizionali come il maritozzo soffice con uvetta. La piccola pasticceria resta legata alla tradizione, mentre il capitolo mousse rappresenta il lato più creativo del laboratorio: dolci moderni, complessi, con fino a sei o sette preparazioni diverse all’interno.

Grande attenzione anche alla proposta salata. Dalla pizza bianca ai sandwich, fino ai cornetti salati, tutto viene prodotto internamente utilizzando lievito madre. Anche l’aperitivo segue la stessa filosofia artigianale: niente patatine industriali, ma grissini fatti in casa, mandorle tostate e preparazioni curate nel dettaglio.

Alla base di questo percorso c’è anche la formazione. Leonardo ha studiato a Cast Alimenti, una delle scuole più importanti del settore, e mantiene ancora oggi rapporti e confronti continui con maestri e professionisti della pasticceria italiana. È da lì che nasce quella ricerca continua che gli permette di tenere insieme memoria e innovazione, diplomatici classici e sfogliati contemporanei, tradizione del 1980 e sensibilità moderna.

Il sogno nel cassetto, ammette, sarebbe un giorno aprire anche uno spazio nel centro storico di Orvieto. Ma intanto, ogni mattina, il segnale più concreto che qualcosa sta funzionando arriva dal bancone quasi vuoto già alle dieci e mezza. In fondo, per una pasticceria, non esiste recensione migliore.

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