Il 28 settembre, allo Spazio Novecento di Roma, Pizza Maxima 2026 (già Pizza Awards, organizzata da E20–Events Factory e RistorAgency) ha premiato Da Andrea Pizza Contemporanea come migliore pizzeria dell’Umbria. Il riconoscimento arriva a quindici anni dall’apertura e dà risalto a un percorso che ha cambiato la prospettiva sulla pizza in regione. Da Andrea il prodotto è campo d’indagine, insieme alle abitudini di chi lo sceglie.
Da Andrea: storia della pizzeria perugina
Torinese di nascita, cresciuto a Perugia, Andrea Bava apre nel 2011 una bottega di tredici metri quadrati a San Sisto. Nel 2019 si sposta di qualche centinaio di metri, in via dei Tagliapietra, in un locale da circa quaranta coperti. Numeri contenuti, ambizione in crescita e una direzione chiara: esplorare, mettere in discussione l’idea di pizza e il ruolo del pizzaiolo, sviluppare proposte inedite sulla piazza. Gli stimoli delle grandi città trovano una traduzione locale. Il pubblico, con le sue diffidenze, diventa parte del lavoro.

Mentre la napoletana occupava il dibattito, Bava ragionava già di contemporaneità. Parola poi esposta all’abuso, che da lui ha trovato sostanza nella pluralità delle forme, tra estetica del gusto e gusto dell’estetica. Il padellino piemontese, di cui è stato precursore in Umbria, trasforma le origini in cifra stilistica. Romana, napoletana e doppia cottura allargano il campo: strutture e consistenze attraverso cui ripensare l’equilibrio tra impasto, cottura e condimento, facendo convivere sensibilità tradizionali e spinte d’avanguardia. Mai un’unica grammatica.
Dalla stessa disposizione nasce Futura, il ciclo di incontri con chef come Marco Lagrimino, Andrea Impero e Paolo Trippini. Altre cucine entrano in pizzeria e ne mettono alla prova i confini.
Il ruolo pionieristico di Andrea ha questa continuità: interrogarsi, intercettare uno stimolo, sostenere l’intuizione prima che incontri la domanda. Alla base c’è il bisogno di sentirsi parte attiva del proprio mestiere, di tenere vivo il rapporto con ciò che si fa e si è. Oggi l’offerta umbra è più articolata e Andrea resta un riferimento nella scena che ha contribuito a trasformare e plasmare. Il premio di Pizza Maxima si innesta qui: quindici anni di lavoro e la continua volontà di rimetterlo in gioco, da pizzaiolo e da imprenditore.