Tartufo: cucine d’autore per assaporare uno dei prodotti simbolo della stagione

C’è un momento dell’anno in cui il paesaggio cambia ritmo e ciò che la terra custodisce diventa protagonista della tavola. È la stagione del tartufo, quando i boschi celano un tesoro prezioso da cercare, riconoscere e portare in tavola, trasformandolo in esperienze che raccontano la terra attraverso i suoi profumi, i suoi sapori e le sue tradizioni.

Tra Umbria e Toscana, la stagione del tartufo offre così l’occasione per vivere il territorio attraverso esperienze che ne valorizzano identità e materia prima: dalla cucina d’autore alla ricerca nel bosco, dal rapporto diretto con la terra fino alla tavola, dove il tartufoincontra ingredienti, tecniche e vini capaci di esaltarne l’unicità e la complessità.

Umbria: il tartufo da Radici a Borgo la Chiaracia

Immerso nell’Altopiano dell’Alfina, tra Umbria, Lazio e Toscana, a pochi chilometri da Orvieto, Borgo La Chiaracia Resort & Spa è un boutique resort ricavato dalla ristrutturazione di un’antica azienda agricola e circondato da 14 ettari di natura. La struttura, articolata in tre casali storici, unisce ospitalità, benessere e gastronomia, con la Livinna Spa e due ristoranti, tra cui Radici, il fine dining guidato dallo chef Gabriel Collazzo.

È qui che l’autunno prende forma attraverso una nuova proposta dedicata al tartufo, protagonista di un percorso gastronomico che segue la stagionalità e valorizza la materia prima del territorio. La cucina dello chef Collazzo, che unisce la matrice rurale della Tuscia, la tecnica francese e suggestioni giapponesi, trova nel tartufo un ingrediente ideale per raccontare la profondità e la varietà del paesaggio umbro.

Tra le proposte della stagione, la quaglia dell’Azienda Agricola Il Fossile, disossata e farcita con Tartufo Nero Pregiato di Norcia, viene cotta secondo il metodo alla pechinese e accompagnata da una patata fondente. Un piatto che parte da un ingrediente della tradizione orvietana per incontrare tecniche e suggestioni contemporanee.

Il tartufo arriva fino al dessert con Come una pasta, una proposta signature in cui il tartufo bianco di San Miniato Basso incontra gianduia e nocciole, racchiuso in un raviolo al cioccolato dalla farcia fondente.

Toscana: il tartufo a Montalcino

A Montalcino, il tartufo entra a far parte delle esperienze che permettono di vivere il territorio di Casanova di Neri attraverso la natura, la tavola e il vino. Storica realtà familiare fondata nel 1971, Casanova di Neri ha costruito la propria identità intorno a un profondo legame con la terra di Montalcino, che oggi si esprime anche attraverso un’ospitalità capace di mettere in relazione la tenuta, il paesaggio e la cultura del vino.

Con la Truffle Experience, gli ospiti si addentrano nei sentieri della proprietà accompagnati dal tartufaio di fiducia e dal suo cane, seguendo una ricerca che ha nei gesti e nei tempi della natura il suo elemento più autentico. È il cane a guidare il percorso: annusa il terreno, si ferma quando intercetta il profumo del tartufo e inizia a scavare, fino a portare alla luce il prezioso tubero. Un momento di scoperta che permette di vivere da vicino il bosco e uno dei suoi prodotti più preziosi, seguendo il tartufaio passo dopo passo.

Dalla ricerca si passa poi alla tavola, con un menu creato ad hoc dedicato al tartufo, che ne valorizza la stagionalità attraverso diverse preparazioni, tra cui tagliolini e selezioni di carne. A completare l’esperienza, immancabili i vini di Casanova di Neri che accompagnano il percorso creando un dialogo tra i profumi del tartufo, quelli della terra e le diverse espressioni della vigna.

Disponibile da metà ottobre a fine novembre, la Truffle Experience può diventare parte di un soggiorno al Wine Relais Casanova di Neri, ricavato da un antico casale e da un vecchio fienile e composto da sole dieci camere e suite immerse nella campagna di Montalcino. 

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