Colle Uncinano: ospitalità rurale e identità del Trebbiano Spoletino

Nel panorama vitivinicolo umbro, Cantina Colle Uncinano (Spoleto, Pg) rappresenta una realtà capace di tenere insieme due dimensioni spesso difficili da integrare: produzione e accoglienza. Situata sulle colline spoletine, l’azienda non è soltanto un luogo di vinificazione, ma uno spazio vissuto, progettato per essere attraversato e compreso.

Qui, la dimensione agricola si estende naturalmente nell’ospitalità grazie all’agriturismo, che permette un contatto diretto con il paesaggio e con il ritmo del lavoro in vigna. Il vino, in questo contesto, non è solo risultato finale ma parte di un’esperienza più ampia, che coinvolge il luogo, il tempo e chi lo abita.

Colle Uncinano: una cantina che si vive

La storia di Colle Uncinano affonda nelle radici agricole della famiglia Campanella, ma prende forma in modo più strutturato nei primi anni Duemila, con l’avvio della vinificazione e dell’imbottigliamento. Da allora, la crescita dell’azienda segue una linea chiara: restare fedele alla propria origine, evolvendo senza perdere coerenza.

I circa 25 ettari vitati si sviluppano a un’altitudine media di 350 metri, in un contesto influenzato dai Monti Martani. Suoli di medio impasto con componente argillosa ed escursioni termiche marcate favoriscono maturazioni lente e una definizione aromatica precisa. In questo scenario, l’agriturismo diventa uno strumento di lettura per comprendere come il vino nasce, osservando direttamente il ciclo della vite e le condizioni che lo determinano. La produzione si articola in una gamma completa di vini bianchi, rossi, rosati e spumanti, costruita su un approccio tecnico misurato. La conduzione agronomica, in fase di conversione biologica, esclude diserbanti chimici e si concentra sulla qualità della materia prima.

I bianchi rappresentano il centro stilistico della cantina, mentre i rossi, basati su Sangiovese, Merlot e Marselan, lavorano su struttura e profondità mantenendo sempre una buona leggibilità. Lo spumante Metodo Charmat da Trebbiano Spoletino amplia ulteriormente le possibilità espressive del vitigno.

A conferma del percorso intrapreso, la cantina ha recentemente partecipato alle anteprime della Spoleto DOC, presentando le nuove annate del Trebbiano Spoletino nelle sue diverse declinazioni: versione base, Superiore e spumante.

Il Trebbiano Spoletino come progetto

Il Trebbiano Spoletino è il vero asse identitario di Colle Uncinano. Un vitigno che, in questo territorio, trova una delle sue espressioni più interessanti grazie a una combinazione di struttura, acidità e capacità evolutiva. L’approccio della cantina è chiaro: lavorare per sottrazione, evitando sovrastrutture, per restituire un vino leggibile, diretto, capace di raccontare il luogo. Se si vuole individuare una sintesi stilistica del lavoro aziendale, l’annata 2022 del Trebbiano Spoletino Superiore è probabilmente il punto più centrato. Al naso si muove su un profilo nitido, senza concessioni: agrumi maturi, fiori bianchi, leggere sfumature erbacee e una componente minerale che emerge con l’ossigenazione. Non cerca ampiezza aromatica, ma definizione. In bocca il vino cambia passo. L’ingresso è teso, quasi verticale, sostenuto da un’acidità viva che struttura la progressione. La componente sapida è ben integrata e accompagna lo sviluppo senza mai risultare invasiva. La materia  è gestita con controllo.

Il finale è coerente con l’impostazione generale: pulito, persistente, giocato più sulla freschezza e sulla tensione che sulla concentrazione.  È un vino che non punta all’immediatezza, ma alla precisione. E proprio per questo lascia spazio all’evoluzione, suggerendo una traiettoria interessante nel tempo.

Ospitalità come estensione del vino

Da sempre uno degli elementi distintivi dell’azienda è stato la capacità di integrare accoglienza e produzione in modo organico. L’agriturismo diventa infatti parte del racconto grazie all’affaccio panoramico sulle colline che cirondano i vigneti e permette di leggere il vino attraverso il paesaggio e quindi di comprenderne le origini. In un territorio come quello spoletino, ancora fortemente legato all’agricoltura, soprattutto in quessto angolo di terra, questa impostazione rafforza la coerenza del progetto.

Tra storia e attualità, il progetto Colle Uncinano si rende oggi protagonista della crescita di una denominazione, quella della Doc Spoleto, senza scorciatoie stilistiche né macro-effetti, presentando un Trebbiano coerente ma allo stesso tempo attuale, e vendemmia dopo vendemmia ha dimostrato di fare vini comprensibili, e che trovino nell’equilibrio tra tecnica, territorio e accoglienza la propria cifra distintiva.

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Foto dalla pagina Facebook di Colle Uncinano

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