Dit’unto, a Villa a Sesta (SI) il cibo d’autore torna a mangiarsi con le mani

Ci sono manifestazioni gastronomiche che nascono intorno a un prodotto, altre che costruiscono il proprio successo sulla presenza di grandi chef. Dit’unto ha scelto una strada diversa: mettere insieme cucina popolare e alta ristorazione, vino e birra, musica e spettacoli, dentro le strade di un piccolo paese del Chianti. E farlo chiedendo al pubblico, almeno per un giorno, di lasciare le posate nel cassetto.

Domenica 11 ottobre 2026 Villa a Sesta, nel territorio di Castelnuovo Berardenga (Siena), torna a trasformarsi in un grande percorso gastronomico a cielo aperto per l’undicesima edizione del festival del “mangiare con le mani”. Dalle 11 alle 20, oltre 40 stand porteranno nel borgo proposte che spaziano dalla tradizione locale allo street food contemporaneo, affiancate da undici degustazioni firmate da chef appartenenti alla ristorazione d’autore e fine dining.

Il programma 2026 conferma così la formula che negli anni ha contribuito a rendere Dit’unto un appuntamento riconoscibile nel calendario gastronomico autunnale toscano. Tra i protagonisti dell’edizione figurano Iside De Cesare de La Parolina, Niccolò Palumbo di Paca, Stelios Sakalis di Poggio Rosso, Valentino Cassanelli di Lux Lucis, Silvia Baracchi de Il Falconiere, Mirko Marcelli di Osmosi, Roberto Rossi de Il Silene, Antonio Iacoviello de Il Pievano, Giovanni Cerroni di Linfa, Davide Canella di Contrada e Francesco Ferrettini de Il Visibilio.

In cosa consiste Dit’Unto

La presenza di questi nomi racconta bene uno degli aspetti più interessanti della manifestazione: qui la cucina d’autore non viene proposta attraverso il rituale della sala, ma attraverso un formato informale, immediato e accessibile. Il linguaggio è quello dello street food, mentre la firma è quella di cuochi abituati a lavorare sulla tecnica, sulla materia prima e sulla costruzione del piatto. È un confronto che Dit’unto porta avanti fin dalle prime edizioni, quando ai quattro ristoranti del paese e alle realtà locali si affiancarono artigiani del gusto provenienti da tutta Italia e ospiti della cucina d’autore.

Nato nel 2013, il festival ha progressivamente allargato il proprio raggio d’azione senza perdere il legame con Villa a Sesta. Già la terza edizione, nel 2015, contava 43 stand e ospitava chef come Valeria Piccini, Mauro Uliassi, Gaetano Trovato e Cristiano Tomei. Nel 2017 arrivò anche l’Untobus, il collegamento da Siena pensato per raggiungere la manifestazione senza utilizzare l’auto.

La crescita è diventata particolarmente evidente nel 2023, quando il festival registrò oltre 35.000 porzioni servite e più di 7.600 gottini di vino, con 43 stand, oltre 30 cuochi e dieci chef stellati. Dopo la pausa del 2024, legata ai lavori di riqualificazione del borgo, Dit’unto è tornato nel 2025 per il decennale con oltre 40 stand e nove chef stellati Michelin.

Dit’unto: il festival in un paese del Chianti

Villa a Sesta non viene utilizzata soltanto come scenografia. Le strade, le piazze, gli spazi verdi e le vigne diventano parte integrante dell’esperienza. Il pubblico si muove tra le diverse postazioni, assaggia, beve, ascolta musica, incontra gli artisti di strada e può fermarsi nelle aree pic-nic. Anche nel 2026 sono previsti show cooking, musica dal vivo, spettacoli itineranti, animazione per bambini e una nuova proposta dedicata al cinema.

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Foto dal sito ufficiale dell’evento

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