A Terracina apre la Brasserie di Simone Nardoni

Qui tutto è stato ripensato per dare vita a un concept contemporaneo, capace di mantenere standard elevati e al tempo stesso parlare un linguaggio più immediato, inclusivo e attuale: da qui, a Terracina, parte il progetto BSN la Brasserie. A capo della cucina c’è lo chef Simone Nardoni, classe 1987, che nella sua precedente esperienza da Essenza aveva ottenuto la Stella Michelin.

L’architettura stessa racconta questa visione: pensata dai fondatori del progetto e dallo Chef, è eseguita dall’architetto Roberto D’Amico e si sviluppa attraverso una palette materica fatta di cemento, legno di castagno e olivo che conferiscono carattere e profondità agli ambienti senza rinunciare al senso di accoglienza. Al centro dunque, l’idea di condivisione, a partire dalla cucina stessa: con i suoi 37 metri di sviluppo, è il fulcro del progetto, visibile da ogni prospettiva e pensata per essere osservata. Un banco dedicato con cinque posti offre agli ospiti la possibilità di sedersi di fronte alla brigata e assistere, mentre si pranza o cena, alla preparazione di ogni portata per un’esperienza gastronomica immersiva.

Brasserie: a Terracina un nuovo spazio per il gusto

In estate BSN sarà aperto esclusivamente la sera e vivrà attraverso due momenti distinti ma complementari: l’aperitivo e la cena. Due occasioni diverse per entrare in contatto con una proposta gastronomica che rifiuta la staticità dei menu tradizionali.

La cucina segue infatti il mercato, le stagioni e l’ispirazione quotidiana. I piatti nascono in modo estemporaneo, lasciando spazio alla disponibilità delle materie prime e alla creatività dello chef, con una predilezione verso una cucina di carne. Una filosofia leggibile, diretta, contemporanea, che non ricerca effetti speciali ma punta alla chiarezza del gusto e alla qualità dell’esperienza. La cantina offre una selezione di oltre 500 etichette ed è pensata per accompagnare ogni percorso gastronomico con profondità e varietà. Accanto al vino, spazio a una proposta di mixology che riflette la stessa filosofia della cucina: cocktail classici, ben eseguiti e interpretati con flessibilità, per un’esperienza accessibile e mai autoreferenziale.

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