Forno Pandolfi: artigianalità conviviale nel centro storico di Viterbo

Chi dice che i giovani non hanno più voglia di rimboccarsi le maniche di certo non conosce Beatrice e Leonardo Luzzitelli, due fratelli (classe 1997 e 1994) originari di Capranica (Vt) a fine agosto hanno ufficialmente aperto le porte di Forno Pandolfi, una nuova attività che riporta il centro di Viterbo al gusto dei sapori genuini, fatti di attenzione, conoscenza e soprattutto tanto cuore attraverso una proposta che spazia dal pane ai cinnamon roll, dalle brioche alla pizza al taglio. Impasti rigorosamente lavorati con lievito madre vivo.

Forno Pandolfi: laboratorio nel centro viterbese

Non un semplice locale come gli altri, ma una vera e propria rivoluzione del concetto di forno. Beatrice e Leonardo lanciano una sfida al pubblico viterbese: riscoprire cosa significa artigianalità. Una passione, quella per la panificazione, che non è stata imposta ma che nasce dalla più semplice delle ispirazioni: il gusto. «Siamo una famiglia di buongustai, anche molto golosi» raccontano i due fratelli dimostrando sin da subito un interesse sincero per un’arte così antica e affascinante ma troppo spesso dimenticata.

Non risulta quindi difficile immaginare le motivazioni dietro alla scelta abbastanza inusuale di aprire un forno in centro città: davanti a una dedizione tale, ecco che la retorica del “si è sempre fatto così” smette di essere sinonimo di un retaggio antico da sostituire ma assume un significato quasi romantico, quello di casa, di normalità, di qualcosa che c’è sempre stato.

Un cerchio perfetto che torna alle origini a cominciare dalla scelta del nome, che seppur nella sua casualità non poteva che essere più azzeccato: «Pandolfi è una parte del cognome di mamma, l’abbiamo scelto come omaggio alla famiglia che ci ha aiutati e sostenuti in questo progetto, e poi… contiene la parola pane!».

Forno Pandolfi: le esperienze di Leonardo e Beatrice

Leonardo e Beatrice non sono come si suol dire figli d’arte ma l’interesse per la cucina è sempre stato al centro. «Lavoriamo nella ristorazione da sempre» racconta Leonardo ripensando al lungo percorso che li ha portati ad alzare quella saracinesca in Via Matteotti 66.

Leonardo Luzzitelli si forma come cuoco presso l’Accademia internazionale di Cucina e Pasticceria Chef Academy ed entra giovanissimo nel mondo della ristorazione, collezionando esperienze significative tra cui quella a La Parolina (ristorante a 1 Stella Michelin di Trevinano) sotto la guida di Iside de Cesare e Romano Gordini.

Un percorso che potrebbe essere comune a molti altri, ma vissuto con un entusiasmo che di certo non passa inosservato: «Si lavorava sodo, bisognava conquistarsi tutto» spiega sottolineando l’estremo rigore delle cucine di quegli anni, molto diverse dagli ambienti più morbidi e quasi scherzosi che siamo abituati a vedere oggi dall’altra parte dello schermo «ma è stato divertente far parte di quel mondo».

Leonardo ricorda in particolar modo l’amico con cui ha condiviso anni in cucina e che ha affiancato per alcuni mesi a Procida nel forno artigianale Paname, esperienza dalla quale è poi arrivata la svolta che l’ha portato all’apertura di Forno Pandolfi. Lo dimostra anche Beatrice, che pur provenendo da una formazione orientata a tutt’altro settore, si è avvicinata a questo mondo proprio grazie al fratello, affiancandolo dal 2017 a Ghost Chili Pizza, nel punto vendita di Corso Italia aperto da Leonardo stesso.

«Mi sono sempre messa nella condizione di fare qualcosa in più» racconta Beatrice Luzzitelli parlando della sua esperienza nel mondo della panificazione. «All’inizio ero banconista, poi ho imparato qualcosa della cucina». Due personalità diverse che si combinano alla perfezione in un luogo in cui è l’autenticità a farla da padrone.

Forno Pandolfi: oltre le etichette attraverso il territorio

Dietro al bancone di Forno Pandolfi c’è prima di tutto uno studio che inizia dalla selezione degli ingredienti. «C’è sicuramente la voglia di sostenere il settore primario […] scegliamo personalmente i produttori cercando di prediligere per quanto possibile le aziende agricole locali, non solo per quello che riguarda le farine ma anche verdure, erbe e spezie».

Una menzione speciale va all’Azienda Agricola Di Traglia, della zona di Bracciano, in cui i ragazzi hanno trovato un alleato prezioso nella qualità dei suoi prodotti e nell’affinità nel modo di pensare e di intendere l’artigianalità. La valorizzazione del territorio rimane indubbiamente centrale ma si discosta dalla provenienza come dato oggettivo per abbracciare invece un concetto molto più profondo, quello di patrimonio.

«In Italia abbiamo una cultura artigianale importante […] e una varietà di prodotti che nessun altro Paese al mondo possiede e che va preservata» spiega Leonardo introducendo quello che è forse il concetto cardine della filosofia del locale: offrire un prodotto che abbia un valore nel senso più ampio del termine.

Forno Pandolfi: uno spazio in cui fermarsi

Quella del centro storico non è una scelta casuale ma riflette perfettamente la dimensione intima che il locale vuole proporre «L’idea è quella di fare qualcosa di diverso» racconta Beatrice sottolineando quanto la concezione italiana di forno sia ancora molto legata ad una toccata e fuga mattutina piuttosto che ad un momento di pausa da dedicarsi.

Lo spazio stesso è pensato per favorire la condivisione: un ambiente curato e accogliente, perfetto per una colazione e due chiacchiere tra amici oppure per una pausa pranzo veloce ma ricca da gustare fino in fondo, magari osservando le mani che impastano al di là del vetro.

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