Guida Michelin, a giugno 6 nuovi ingressi della provincia di Roma

Tra i nuovi ingressi annunciati dalla Guida Michelin nel mese di giugno spicca la forte presenza della provincia di Roma. Dei 15 locali entrati a far parte della selezione a livello nazionale, ben sei si trovano infatti tra la Capitale e i Castelli Romani, a conferma del vivace momento attraversato dalla ristorazione del territorio, sempre più capace di coniugare tradizione, ricerca e valorizzazione delle produzioni locali.

Dalla cucina vegetale e contemporanea di Marino alle interpretazioni del patrimonio gastronomico dei Castelli Romani, passando per le osterie d’autore e i custodi della tradizione capitolina, i nuovi ingressi raccontano un panorama variegato, dove convivono tecnica, identità e attenzione alla materia prima. Un riconoscimento importante non solo per i singoli ristoranti, ma per l’intero territorio romano, che continua a esprimere indirizzi di qualità apprezzati dagli ispettori della “rossa”.

L’inserimento tra le novità della guida rappresenta soltanto il primo passo del percorso Michelin: bisognerà attendere la presentazione ufficiale della prossima edizione per conoscere l’eventuale riconoscimento assegnato a ciascun locale, che potrà tradursi in una segnalazione, nel Bib Gourmand dedicato ai migliori rapporti qualità-prezzo oppure nell’ambita Atella.

Guida Michelin, i nuovi ingressi di giugno

Ecco i sei nuovi indirizzi della provincia di Roma entrati nella Guida Michelin nel mese di giugno. Per ognuno la motivazione della scelta pubblicata direttamente sul sito ufficiale.

AVUS – MARINO

Nel cuore del centro storico di Marino, questo indirizzo si distingue per uno stile semplice, moderno e minimalista, accompagnato da una proposta gastronomica quasi interamente vegetariana. Il menu, essenziale e curato, offre una selezione ridotta di piatti tra cui scegliere liberamente, tutti costruiti attorno a materie prime vegetali. Il giovane chef, talentuoso e creativo, lavora con precisione su verdure, legumi e frutta, combinandoli in preparazioni dai sapori decisi e talvolta complessi, capaci di conquistare anche i palati più tradizionali. L’attenzione alla qualità è massima: si utilizzano esclusivamente prodotti freschi, selezionati e lavorati ogni giorno in base al numero degli ospiti, in un’ottica di rigore e rispetto della materia prima. Per questo motivo, il ristorante opera esclusivamente su prenotazione, garantendo un’esperienza su misura e senza compromessi.

Taverna Trilussa – ROMA

Un vero baluardo della romanità gastronomica, incastonato nel quartiere più classico per questo genere di “attrazione”. Con una storia ultracentenaria — fu fondato nel 1910 — il locale porta avanti la tradizione come una bandiera, servita in un ambiente rustico ma sorprendentemente signorile, sostenuto da un servizio puntuale ed esperto. Tra i primi, oltre agli intramontabili cacio e pepe, carbonara, amatriciana e gricia, spicca una specialità “pluripremiata”: i Ravioli Mimosa, preparati secondo una ricetta segreta che non è né di carne né di pesce. A seguire, tutti i grandi classici della cucina romana, dall’abbacchio alla trippa, fino al piatto storico della casa: il filetto di manzo alla brace.

Osteria Saint Martin – ZAGAROLO

Nel centro storico di Zagarolo, la sala, semplice e intima, accoglie un’ottima cucina, che richiama qualche elemento laziale in alcuni prodotti e ricette, ma si apre anche ad influenze intenzionali, frutto del bagaglio di esperienze del cuoco. È una tappa gastronomica da non farsi mancare, soprattutto se desiderate sperimentare una cucina meno tradizionale e con qualche ingrediente più esotico o comunque non strettamente locale. Ci sono pochi tavoli, perciò consigliamo di prenotare, mentre col bel tempo ci si può sedere in una graziosa terrazza.

L’Acqua Bulle – GROTTAFERRATA

Articolato in diverse sale con eleganti tavoli valorizzati dall’assenza di tovaglie, il cuoco propone un’intelligente e gustosa interpretazione dei prodotti tipici dei Castelli Romani, a partire dal pesce di lago, come il persico, il coregone, l’anguilla e il luccio, ma anche diverse carni, ad esempio la pecora. Tecnica e territorio ad ottimi livelli, fantasioso, ma senza strafare, è un ottimo indirizzo per chi si trova in zona.

Pasqualina – FRASCATI

Nel centro storico di Frascati, questo ristorante propone una cucina schietta e tradizionale, molto ben eseguita e spesso fedele ai classici della regione. Dall’ottima coratella e altri piatti dedicati al quinto quarto fino alle classiche paste romane (carbonara, gricia, amatriciana, cacio e pepe), è un tripudio dedicato ai sapori piuttosto intensi e piacevolmente ruspanti della cucina del territorio.

Tinello Bistrot – CASTEL GANDOLFO

A pochi metri dalla scenografica piazza su cui si affaccia il palazzo pontificio, ma in posizione più defilata, all’interno troverete una sala piacevole ed informale, gestita da un personale tanto simpatico quanto preparato. Piatti non necessariamente legati alla tradizione laziale, ci sono anche proposte di varia provenienza, talvolta anche con qualche contributo più creativo.

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Foto di copertina: Marco Aquilani | Officina Visiva

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