Settant’anni di storia, tradizione e nocciole. È un traguardo importante quello raggiunto dalla Sagra della Nocciola di Caprarola, manifestazione nata negli anni Cinquanta e diventata, edizione dopo edizione, uno degli appuntamenti più attesi dell’estate della Tuscia. Dal 21 agosto al 1° settembre 2026, il paese dei Monti Cimini torna a vestirsi a festa per celebrare la sua settantesima edizione, con un programma che mette insieme gastronomia, spettacolo, cultura e identità locale.
La sagra nasce con un obiettivo preciso: valorizzare la nocciola, una delle produzioni agricole più rappresentative dell’area caprolatta e dell’intera provincia di Viterbo. Ma nel corso dei decenni l’appuntamento è diventato molto più di una festa dedicata a un prodotto agricolo. È un momento di comunità capace di richiamare ogni anno migliaia di visitatori e di trasformare il centro storico di Caprarola in un grande palcoscenico a cielo aperto.

Per quasi due settimane, tra due fine settimana, il programma proporrà concerti, musica dal vivo, spettacoli, appuntamenti culturali, eventi sportivi, teatro, comicità e intrattenimento pensati per un pubblico trasversale. Un calendario che guarda alla tradizione ma che, anche per questa edizione speciale, punta a coinvolgere visitatori di tutte le età.
Ad aprire ufficialmente la settantesima edizione sarà la Via della Nocciola, percorso dedicato alle eccellenze enogastronomiche del territorio, seguita dalla cerimonia inaugurale per celebrare i 70 anni della manifestazione. La gastronomia, del resto, rimane uno dei fili conduttori della festa: le aree food saranno l’occasione per assaggiare preparazioni a base di nocciola e specialità della tradizione locale, accanto a interpretazioni più originali pensate per raccontare la versatilità di questo ingrediente.
La nocciola, identità della Tuscia
Nel territorio di Caprarola la nocciola non è semplicemente una materia prima, ma una presenza che caratterizza il paesaggio agricolo, l’economia locale e la cultura gastronomica. Qui trova una delle sue aree storiche di coltivazione la Tonda Gentile Romana, particolarmente diffusa nel Viterbese e nell’area dei Monti Cimini.
Si riconosce per la forma quasi sferica, con l’apice leggermente appuntito, il guscio color nocciola-bruno segnato da numerose striature e un seme dalla superficie corrugata. Al palato presenta una tessitura compatta e croccante e un aroma fine e persistente, caratteristiche che ne hanno favorito l’impiego tanto nel consumo diretto quanto nella pasticceria e nella trasformazione dolciaria.

La nocciola diventa così anche uno strumento per leggere il territorio: entra nei dolci tradizionali, dai tozzetti agli amaretti, ma può trovare spazio anche in preparazioni salate, primi piatti e ricette contemporanee. È proprio questa versatilità a essere raccontata durante la sagra, attraverso degustazioni e proposte gastronomiche che mettono il prodotto al centro senza limitarne le possibilità d’impiego.
I carri e la festa popolare
Il momento più spettacolare rimane però la tradizionale Sfilata dei Carri Folkloristici ed Agreste, autentico simbolo della manifestazione. L’appuntamento si sviluppa in due diversi momenti, all’inizio e alla fine della sagra, accompagnando il pubblico attraverso una rappresentazione fatta di creatività, tradizione e partecipazione popolare. Per il settantesimo anniversario il tema scelto è particolarmente evocativo: “Willy Nocchia e la Fabbrica di Nocciolato”, una rilettura in chiave caprolatta dell’immaginario de La Fabbrica di Cioccolato, trasformato in una grande avventura dedicata alla nocciola. Un modo ironico e spettacolare per celebrare il prodotto simbolo del paese, portandolo al centro di una delle scenografie più attese della manifestazione. Accanto alle sfilate, le aree food & beverage accompagneranno gli appuntamenti con occasioni di convivialità e degustazione, mantenendo il legame tra la dimensione spettacolare della festa e quella più propriamente gastronomica.
Una Sagra di qualità
La longevità della manifestazione e il successo delle ultime edizioni hanno trovato anche un riconoscimento ufficiale. Nel marzo 2024, infatti, la Sagra della Nocciola di Caprarola ha ricevuto presso il Senato della Repubblica il marchio “Sagra di Qualità”, istituito dall’UNPLI, a testimonianza del valore della manifestazione nel promuovere prodotto, territorio e tradizioni locali.
Il settantesimo anniversario arriva dunque come un punto di arrivo ma anche come una nuova partenza. La sagra continua a mantenere il suo carattere popolare e gratuito, ma allo stesso tempo rinnova il proprio modo di raccontare Caprarola e la sua nocciola, mettendo insieme generazioni, visitatori e produttori.
Perché se la festa dura poco più di una settimana, il legame tra Caprarola e la nocciola dura tutto l’anno: è nei noccioleti che circondano il paese, nelle ricette tramandate, nelle attività agricole e in un prodotto che, da settant’anni, ha trovato nella sagra il suo palcoscenico più importante.