Il Casale dell’Arcipretura: in Tuscia presidio rurale che valorizza la nocciola Dop locale

In uno dei territori più rurali e agricoli della Tuscia viterbese, tra i rilievi dell’Agro Falisco e i paesaggi segnati da secoli di agricoltura, prende forma la storia de Il Casale dell’Arcipretura. Azienda agricola di Carbognano che affonda le proprie radici in una tradizione familiare lunga oltre due secoli. Qui la nocciola non è semplicemente una coltura, ma una vera e propria eredità da custodire: i terreni su cui oggi prospera la varietà Tonda Gentile Romana sono infatti lavorati dalla famiglia Baldinelli Ferri sin dall’Ottocento, in un passaggio generazionale che oggi vede protagonista Riccardo, sesta generazione chiamata a proiettare questo patrimonio nel futuro senza tradirne l’identità.

Il Casale dell’Arcipretura: una storia dal 1800

Il progetto del Casale nasce proprio da questa tensione tra memoria e innovazione. Il fulcro è un antico edificio rurale (già citato nella Carta Archeologica d’Italia di metà Ottocento da studiosi come Cozza, Pasqui, Giamurrini e Mengarelli con il nome di “Casale Nizzi”) oggi recuperato e trasformato in centro aziendale dedicato alla lavorazione e valorizzazione della nocciola. Un luogo che conserva il peso della storia e allo stesso tempo si apre a una visione contemporanea della filiera agricola, dove produzione, trasformazione e racconto del territorio si intrecciano.

La Dop della Nocciola Tonda Gentile Romana

La materia prima è tra le più identitarie del panorama italiano: la Nocciola Romana D.O.P., e in particolare la cultivar Tonda Gentile Romana, unica nocciola nazionale ad aver ottenuto il riconoscimento europeo della Denominazione di Origine Protetta nel 2009. Questo marchio non è solo un sigillo di qualità, ma un vincolo preciso: l’intero ciclo produttivo, dalla coltivazione al confezionamento, deve avvenire all’interno di un’area geografica delimitata tra le province di Viterbo e Roma, di cui Carbognano rappresenta uno dei centri storici più vocati.

La lavorazione della Tonda Gentile Romana

È in questo contesto che si inserisce il lavoro del Casale dell’Arcipretura, dove ogni fase è seguita con attenzione costante. Il noccioleto è monitorato durante tutto l’anno, perché la qualità del raccolto nasce ben prima della trasformazione: dalla salute delle piante, dall’equilibrio del suolo, dalla capacità di prevenire e gestire le variabili climatiche e fitosanitarie. È un’agricoltura fatta di osservazione quotidiana e interventi mirati, in cui la conoscenza tramandata si affianca a pratiche agronomiche attente e responsabili.

Dopo la raccolta, la nocciola entra nel cuore pulsante dell’azienda: il laboratorio di trasformazione. Qui prende forma una lavorazione che punta all’essenzialità e alla valorizzazione della materia prima. La tostatura, passaggio cruciale, è calibrata per esaltare le caratteristiche aromatiche tipiche della Tonda Gentile Romana, note dolci, persistenti, mai aggressive, mentre le successive lavorazioni danno vita a prodotti che mantengono un forte legame con l’origine: paste pure, creme, semilavorati e specialità dolciarie in cui la nocciola resta protagonista assoluta.

La presenza della dicitura “Nocciola Romana D.O.P.” sui prodotti non è solo un elemento distintivo, ma la dichiarazione di adesione a un disciplinare rigoroso, che garantisce tracciabilità, qualità e rispetto del territorio. In un mercato sempre più orientato alla standardizzazione, questa scelta rappresenta una presa di posizione chiara: privilegiare la filiera corta, il controllo diretto e la valorizzazione di un’identità agricola precisa.

Il Casale dell’Arcipretura racconta così una storia che va oltre il prodotto. È la storia di una famiglia e di una terra, di un antico casale restituito a nuova vita, di una nocciola che da secoli definisce il paesaggio e l’economia della Tuscia. Ma è anche un esempio concreto di come la tradizione possa diventare leva per costruire valore contemporaneo: trasformando una coltura storica in un’esperienza gastronomica capace di parlare al presente, senza perdere il legame con le proprie radici.

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